«Guardando al percorso della mia vita posso dire di essere stato una persona fortunata». In queste parole di Nirvano Gnata, 68 enne di Zugliano, è racchiuso il significato di un’esistenza vissuta tra lavoro, famiglia e impegno per gli altri. Una fortuna che, con il passare degli anni, si è trasformata in gratitudine e nel desiderio di restituire alla comunità una parte di quanto ricevuto.

Per molti anni Gnata ha lavorato presso la Banca San Giorgio Quinto e Valle Agno, oggi BCC Veneta, ricoprendo il ruolo di direttore di filiale. Dal 2015 al 2018 è stato responsabile del Team di Sviluppo dell’istituto, collaborando con numerose aziende del territorio. Tra le soddisfazioni più grandi della sua vita c’è la figlia Paola, laureata in Scienze della Formazione Primaria con 110 e lode e oggi insegnante alla scuola primaria «A. Bassi – A. Graziani» di Centrale, a Zugliano.

Alla base della sua sensibilità verso gli altri ci sono anche le radici familiari. Negli anni Cinquanta, suo padre emigrò in Belgio per lavorare nelle miniere di carbone, affrontando grandi sacrifici per garantire un futuro migliore alla famiglia. «Il suo esempio di sacrificio, responsabilità e amore per la famiglia è una lezione che mi accompagna ancora oggi», racconta Gnata. Valori che hanno contribuito a maturare in lui un profondo rispetto per le generazioni che lo hanno preceduto, uomini e donne che hanno costruito il presente attraverso il lavoro, l’onestà e la rinuncia.

La musica che regala sorrisi agli anziani

Da questa riconoscenza è nato il desiderio di dedicare parte del proprio tempo agli anziani ospiti delle case di riposo. L’esperienza è iniziata quasi per caso, portando musica nelle strutture che accoglievano i genitori di alcuni amici e partecipando alle iniziative organizzate con il supporto dell’assistente sociale comunale.

Gnata ha scoperto presto che una canzone può fare molto più che intrattenere: può risvegliare ricordi, suscitare emozioni e spezzare la solitudine. Nel tempo ha collaborato con diverse realtà, tra cui le case di riposo Sturm di Bassano del Grappa, La Montanina di Velo d’Astico, Penasa di Valli del Pasubio, l’IPAB di Sandrigo, il Centro ricreativo di Breganze, il Centro anziani di Zugliano e l’associazione Oltre il confine della disabilità. «Vedere il volto di un anziano illuminarsi mentre ascolta la canzone del cuore, lasciando scivolare una lacrima sul viso, è qualcosa che tocca l’anima e ripaga di ogni impegno», racconta.

Tra i ricordi più emozionanti ci sono quelli di persone che arrivano agli incontri con passo incerto, appoggiate al bastone, e che, poco alla volta, si lasciano coinvolgere dalla musica fino a unirsi al trenino improvvisato, ritrovando il sorriso e la voglia di stare insieme. Momenti che dimostrano come anche un gesto semplice possa restituire serenità e senso di appartenenza.

Il suo impegno prosegue con lo stesso entusiasmo, condiviso anche con gli amici. Tra gli appuntamenti annunciati figura un incontro alla Casa di riposo Muzzan di Malo, in occasione della presentazione del libro Ciao Mamma dell’amica Roberta Manzardo, insieme a Denis Azzolin.

“Curare è una professione, prendersi cura è una missione”

Nella sua riflessione, Gnata distingue la cura dalla guarigione, ricordando che, anche quando la medicina non riesce a sconfiggere una malattia, è sempre possibile offrire vicinanza e conforto.

«Prendersi cura significa vedere la persona prima della malattia. Significa ascoltare le sue paure, alleviare la sua solitudine, offrire una parola di conforto, una presenza sincera, una mano da stringere nei momenti più difficili».

È una convinzione che richiama anche l’impegno di Roberta Manzardo per rendere più umano il rapporto tra medico e paziente. Per Gnata, infatti, la vera vittoria non consiste soltanto nella guarigione, ma nella capacità di preservare la dignità della persona e di non lasciarla sola nei momenti di fragilità.

Una vita al servizio della comunità

Il volontariato nelle case di riposo è soltanto una parte del suo impegno. Dal 1981 Gnata fa parte del direttivo del Tennis Club Zugliano, dove è stato presidente per quindici anni e oggi ricopre il ruolo di segretario. Ha inoltre presieduto per dieci anni la Polisportiva Civica di Zugliano, durante l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Romano Leonardi, contribuendo alla promozione dello sport come strumento educativo e di aggregazione. È stato tra i promotori del progetto «Più Sport a Scuola», realizzato in collaborazione con le società sportive locali e la Direzione didattica di Sarcedo.

Da otto anni presiede «Assò… in Pension», associazione che riunisce circa quaranta pensionati provenienti da BCC Veneta, con l’obiettivo di mantenere vivi i legami di amicizia nati durante la vita lavorativa. Partecipa inoltre alla storica Brigata Cavalleggeri Sant’Agata, che sostiene anche iniziative sociali, tra cui quelle della Cooperativa sociale Radicà di Calvene.

Tutte queste esperienze, sottolinea, sono state svolte gratuitamente. La ricompensa più grande non è mai stata economica, ma umana: un sorriso, un incontro, un momento di serenità condivisa. Un ringraziamento particolare Gnata lo rivolge alle volontarie che, lontano dai riflettori, dedicano tempo e affetto agli anziani: li aiutano nelle necessità quotidiane, li accompagnano, leggono per loro e li ascoltano. «A tutte queste volontarie va il mio più sincero e sentito grazie». Gesti semplici, ma essenziali per rendere più serena la vita di chi è fragile.

La gratitudine come scelta di vita

Per Gnata, rispettare gli anziani significa riconoscere il valore di chi ha costruito le nostre famiglie e le nostre comunità. Nei loro volti segnati dal tempo si custodiscono storie, sacrifici ed esperienze che meritano ascolto e riconoscenza. E spesso sono proprio coloro che donano il proprio tempo a ricevere le emozioni più profonde. Il messaggio che desidera lasciare alle nuove generazioni è semplice: la gratitudine non deve rimanere un sentimento, ma trasformarsi in gesti concreti di solidarietà.

«Il volontariato è l’unico lavoro il cui stipendio è fatto di emozioni!». Una frase che riassume il senso della sua esperienza e invita tutti a riflettere sul valore del tempo donato agli altri. Perché, come ricorda Gnata, «il vero valore di una persona non si misura da ciò che possiede, ma da ciò che lascia nel cuore di chi incontra».

E forse è proprio questo il significato più autentico della riconoscenza: restituire, attraverso piccoli gesti d’amore, una parte della ricchezza ricevuta dalla vita.

Letteria Cavallaro

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