A quanto si apprende, tra i minorenni fermati e identificati per i disordini ieri in piazza a Milano ci sono anche giovanissimi dell’età di 12 anni. Nella giornata di ieri sono stati fermate dalla polizia oltre 200 persone, delle quali l’80% risultano appunto minorenni.

Un dato, tra gli altri, che per l’ex prefetto e questore di Roma e Firenze, Francesco Tagliente, intervistato da La Stampa, impone “studio e riflessione”. La piazza secondo Tagliente richiede una “risposta di deterrenza”, ma “tutto ha funzionato a dovere. Quanto accaduto a Torino, ad esempio, non è una novità”.

L’ex prefetto stila un bilancio tutto sommato positivo di questi giorni: “Non ci sono stati feriti e, ad esempio a Torino, prima e dopo il corteo, sono state fermate una sessantina di persone. Altre sono state arrestate”. Emerge, però, un dato di novità ovvero la partecipazione di “tanti minori”. E questo fatto, osserva, “condiziona l’operato delle forze di polizia”. Ad ogni modo, avverte, “serve sicuramente una riflessione sugli scenari in corso. Dobbiamo fare tesoro di quanto sta accadendo, perché l’onda lunga della protesta non finisce qui”.

Tagliente pur riconoscendo che le tensioni di piazza viste negli ultimi tempi in Spagna e in Francia sarebbero prevedibilmente giunte anche in Italia, esclude la regia internazionale: “Credo si tratti di fatti diversi che, se comunicati in tempo reale, creano emulazione. Incoraggiano a fare altrettanto”. Al tempo stesso è scettico sulla possibilità di impedire incidenti: “No, quello possiamo dimenticarcelo- avverte- si possono però porre in essere strumenti, attività preventive, investigative e operative per ridurre il rischio di scenari imprevedibili”.

 

La prima stima dei danni registrati a Milano per le devastazioni compiute ieri in occasione di cortei e disordini è di mezzo milione di euro. A tanto ammonterebbero i danni provocati a negozi e locali causati durante la guerriglia verificatasi nel centro di Milano. A dirlo, intervistato a Sky, è stato il segretario generale di Confcommercio Milano, Marco Barbieri, parlando di “forte preoccupazione perché una situazione del genere non si era mai vista“.

Tra 1,1 e 1,6 milioni di euro di danni, con un valore centrale di circa 1,3 milioni. È la stima preliminare del Centro Studi Unimpresa sul conto economico degli scontri di ieri a margine delle manifestazioni contro il carovita a Milano, Bologna, Torino e Bergamo. Circa tre quarti della cifra ricadono su commercio e ristorazione, tra danni materiali e incassi perduti, il resto su beni pubblici e arredo urbano. Milano concentra quasi due terzi del totale, con un conto stimato tra 730 mila e un milione di euro: tra 200 e 280 mila di danni agli esercizi, tra 380 e 480 mila di mancato fatturato per la chiusura anticipata di circa 850 attività nel cuore commerciale della città, da Broletto a San Babila fino a corso Vittorio Emanuele e Cordusio, tra 150 e 250 mila di danni a pensiline, edifici storici e cantieri. Per le sole imprese commerciali milanesi la perdita è tra 580 e 760 mila euro. A Bologna, dove gli scontri si sono concentrati attorno alla stazione, la stima è tra 170 e 280 mila euro; a Torino, dove è stata devastata la libreria di Porta Nuova e il centro è rimasto chiuso per ore, tra 140 e 250 mila; a Bergamo tra 25 e 60 mila

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