Dove finiscono i rifiuti quando arrivano le telecamere? È la domanda che infiamma il dibattito dopo la decisione del Comune di Santorso di installare due telecamere mobili per contrastare gli abbandoni nelle isole ecologiche. Una scelta che divide e che, anziché spegnere le polemiche, le alimenta: nel mirino non ci sono gli incivili, che tutti condannano, ma la strategia scelta dall’amministrazione.

Sotto la notizia, il commento più articolato è quello di Giacomo Stiffan, già segretario del Partito Democratico di Santorso e già componente della commissione cultura comunale, che interpreta le telecamere come il sintomo di un problema più profondo. “Prima siamo passati dal porta a porta a un sistema meno efficiente. Poi, visto che è aumentato l’abbandono, invece di tornare al vecchio sistema che funzionava meglio si spendono altri soldi pubblici per imporre quello nuovo a forza di multe”.
Per Stiffan le telecamere non rappresentano la soluzione, ma a suo dire “l’ammissione che il sistema non tiene”. E aggiunge un’altra previsione: essendo mobili, inseguiranno il fenomeno senza eliminarlo: “il risultato sarà che l’abbandono si sposterà fuori dalle isole ecologiche, dove in quel momento la telecamera non c’è”.

Stiffan chiede all’amministrazione di rendere pubblici i dati sulla raccolta differenziata prima e dopo il cambio del sistema, di quantificare l’aumento degli abbandoni, di chiarire il costo complessivo delle telecamere: compresi gestione, privacy, lavoro della polizia locale e di dire se sia mai stata valutata, con un’analisi costi-benefici, l’ipotesi di tornare al porta a porta.

Le sue parole trovano terreno fertile. “Politiche totalmente sbagliate”, commenta L.C. Secondo questo utente la risposta dovrebbe essere un’altra: porta a porta, educazione ambientale e incentivi per chi differenzia correttamente. Ma soprattutto lancia un allarme: “Chi oggi lascia i rifiuti vicino ai cassonetti, con l’arrivo delle telecamere li getterà altrove. Ci ritroveremo fossi, boschi e torrenti pieni di rifiuti”.

A Santorso il confronto, quindi, è aperto. Da una parte chi ritiene inevitabile aumentare controlli e sanzioni contro gli incivili. Dall’altra chi sostiene che il vero errore sia stato cambiare il modello di raccolta e che nessuna telecamera potrà correggere una scelta ritenuta sbagliata.

di Redazione AltovicentinOnline

Santorso dichiara guerra ai furbetti dei rifiuti: arrivano le telecamere mobili

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