E’ polemica a Malo per la foto condivisa su facebook, ma anche in tante chat private, del sindaco Moreno Marsetti, che all’inaugurazione di un bar di Case, ‘gioca’ con il tricolore.  Attenzione, lui fa sapere subito che non si tratta della fascia istituzionale da primo cittadino, ma che quella che si vede sui social è solo parte del nastro dell’inaugurazione del locale, alla quale il sindaco ha presenziato in veste istituzionale. E come accade spesso in questi casi, in un battibaleno salta fuori la polemica social con l’opinione pubblica che si divide in due: tra chi smorza i toni difendendo il primo cittadino, che avrebbe solo scherzato senza voler mancare di rispetto al tricolore e chi invece, non ci sta. La redazione di AltovicentinOnline ha ricevuto diverse lettere da Malo in questi giorni. Email corredate di foto che in prima battuta, sembrano equivoche, ma che poi Marsetti ha spiegato ad alcuni amici, che gli avevano fatto notare quel ‘gioco col tricolore’ non proprio opportuno da parte di un sindaco. ‘ Non era la fascia del sindaco’. In effetti, all’interno del bar, lui con la fascia tricolore è entrato, ma quella che maneggia era il nastro inaugurale del bar parrocchiale di di Case di Malo, un simbolo altrettanto istituzionale, che richiederebbe maggiore rispetto, specialmente se tu stesso sei un rappresentante di quello Stato. Probabilmente, Marsetti non lo ha fatto per oltraggiare il simbolo tricolore, ma perchè non sa che anche il nastro inaugurale è quasi ‘sacro’, ha un valore talmente alto, nei protocolli, che solitamente, chi inaugura, ne taglia delicatamente dei pezzetti e li dona agli ospiti più illustri. Basta frequentare la casa di qualche amministratore pubblico, per scorgere, tra gli oggetti preziosi, dei nastri tricolore, che si conservano come reliquie per quel significato che racchiudono.

Sulla bandiera, sulla fascia del sindaco e tutto quello che riguarda il tricolore, esistono dei protocolli rigidissimi, che ai neo primi cittadini si invita lo studio. Regole ferree che in tutta Italia vengono regolarmente oltraggiate da chi non conosce certi rigori, che in campo militare, costerebbero molto cari. Su internet si trova tanto materiale, nel sito del Ministero degli Interni altrettanto, ma capita tutti i giorni di vedere personaggi istituzionali che indossano quella fascia o maneggiano qualsiasi tricolore in maniera superficiale, goffa e a volte goliardica. Una cosa è certa: non si gioca con il tricolore se sei un sindaco. Con il tricolore non potresti fumare, nè divertirti come se non avessi un ruolo. Eppure, sono tanti gli amministratori finiti nel calderone delle polemiche mediatiche per essere stati fotografati mentre con il tricolore fumavano o bevevano birra. Basta pensare alle sagre.

‘Nel caso specifico, se la sagra, festa popolare è stata organizzata dal Comune o semplicemente patrocinata, il Sindaco in occasione dell’inaugurazione è legimato ad indossarla limitatamente al momento dell’apertura, che avverrà con taglio del nastro o portando il saluto –  spiega Prisca Mencacci, responsabile del Cerimoniale e Relazioni Esterne della Provincia di Arezzo –  dopodichè se la toglierà e proseguirà la sua partecipazione alla festa. Molto e altro ancora in tema di protocollo e cerimoniale sull’utilizzo della fascia, per esempio sul modo di indossarla e sulle motivazioni, sul simbolo del tricolore, sul decoro, sulle altre figure che possono indossarla, sulle funzioni del Sindaco in materia di Stato civile, ma credo che l’importante sia da parte di tutti cittadini e dei Sindaci riportare il giusto valore a questo speciale e solenne distintivo’.

Se può consolare Moreno Marsetti, che ha avuto anche la menzione del noto gruppo Risi&Bisi, che lo ha preso di mira con un post ironico, a finire nella bufera è stato anche un sindaco importantissimo come Giorgio Gori, primo cittadino di Bergamo. Il primo cittadino, infatti, ha utilizzato la bandiera italiana come un semplice straccio per lucidare una targa. L’azione, immortalata dalle telecamere di una emittente tv, ha fatto il giro del web. Il gesto ha fatto andare su tutte le furie Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che lo ha attaccato senza mezzi termini:  “Con estremo rispetto per la memoria della collaboratrice di giustizia e vittima della ‘ndrangheta Lea Garofalo, a cui è intitolata la targa,  chiedo:’ ma il Sindaco Pd di Bergamo non poteva portarsi un panno anziché utilizzare la nostra bandiera per pulire la targa? Ecco la stima che hanno del nostro tricolore” . 

Il sindaco uscente di Bergamo, amareggiato per i violenti attacchi verbali ricevuti dopo che, all’inaugurazione del parco a Valtesse intitolato a Lea Garofalo, la mamma calabrese uccisa nel 2009 a Milano dalla ‘ndrangheta, aveva pulito la targa appena scoperta con un piccolo drappo tricolore, replica: «Può dar lezioni di rispetto alla bandiera chi si esprime con tanto odio e violenza verbale? Per non parlare dei simpatizzanti del partito il cui capo per vilipendio alla bandiera ci finì condannato dopo aver detto, in modo più crudo di come riporto qui, che lui col tricolore era solito nettarsi il didietro».

N.B.

 

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