È un Alex Cioni che si scalda alla prima domanda sulla sua ultima mozione, perché dichiara che la situazione del decoro e della cosiddetta microcriminalità è degenerata per una serie di colpe. La prima la attribuisce a chi ha volutamente e in malafede sottovalutato il suo grido d’allarme in materia di sicurezza e decoro urbano.
«Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia continua a tenere al centro del dibattito cittadino queste problematiche, che sono sotto gli occhi di tutti, e i dati parlano chiaro».
Tra luglio e agosto sono stati numerosi i fatti accaduti, dalle segnalazioni relative a bivacchi e risse tra immigrati al disturbo della quiete pubblica, fino a situazioni di degrado ormai incancrenite, che hanno interessato diverse aree della città.
Alla luce di questo quadro della situazione, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha depositato una mozione proponendo l’adozione di un vero e proprio piano straordinario per la sicurezza e il decoro urbano, superando una logica fatta prevalentemente di interventi emergenziali e puntando, invece, su una programmazione coordinata e continuativa.
La proposta di FdI chiede innanzitutto di proseguire e rafforzare i servizi di controllo del territorio della Polizia Locale, concentrandoli nelle aree maggiormente interessate dalle segnalazioni, con particolare attenzione a piazza Almerico da Schio, Santa Maria in Valle, piazza IV Novembre, via Battaglione Val Leogra, via Don Faccin, il Centro Le Fontane e le altre zone individuate come sensibili.
La mozione propone inoltre di rafforzare il coordinamento con Prefettura, Questura e Forze dell’Ordine statali, anche attraverso il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, sollecitando l’impiego dei Reparti di Prevenzione Crimine e dell’Ufficio Immigrazione nelle fasi e nelle aree in cui si renda necessario un dispositivo straordinario di controllo.
«Gli episodi di questi mesi dimostrano che non possiamo considerare la questione sicurezza come un’emergenza temporanea legata esclusivamente all’estate o alla movida – dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia Alex Cioni –. Bene il rafforzamento dei controlli e bene il confronto con Prefetto e Questore, ma ora occorre un piano organico, con obiettivi, aree prioritarie e un coordinamento stabile tra Polizia Locale, Forze dell’Ordine e Amministrazione comunale.
Inoltre, troviamo paradossale che, con i problemi che il centro si ritrova ad affrontare, non ci sia sempre un intervento tempestivo dei Carabinieri della stazione quando vengono interpellati. Sono troppe, infatti – spiega il consigliere di FdI – le segnalazioni che mi sono state riferite da cittadini che hanno visto arrivare l’autopattuglia anche 40 minuti dopo l’accaduto. Se una persona chiama le Forze dell’Ordine perché sta assistendo a una situazione di pericolo o di grave disturbo, la tempestività dell’intervento è fondamentale».
L’accusa di Cioni è chiara: nonostante Schio abbia una Compagnia Carabinieri e un Nucleo Radiomobile, ha raccolto numerose segnalazioni di cittadini comuni che trovano inconcepibili i tempi di intervento della pattuglia. «Si dice e si sollecita la gente a denunciare, ma quando lo fa, la risposta degli uomini in divisa è davvero troppo lunga». Nel frattempo, i delinquenti hanno fatto in tempo a scappare.
Ma quanto racconta Cioni di Schio riguarda anche la Polizia Locale, che non è più quella di prima, nonostante gli sforzi di dialogare con il comandante Simone Pellegrinelli, che dimostra di conoscere gli strumenti della sicurezza in materia normativa, ma all’atto pratico i servizi necessari risultano non mirati alla prevenzione che servirebbe. Non si può intervenire a reato commesso e tutti hanno notato a Schio il calo drastico dell’attività repressiva dei reati. Da un paio d’anni a questa parte l’azione antidroga è assente. Ma non solo. Il cambio di passo del Consorzio è stato constatato anche dai non addetti ai lavori. E’ come se all’interno della Polizia Locale Alto Vicentino si parlasse tutta un’altra lingua.
«Sa quante sono le risorse impiegate nella polizia urbana? Circa il 20% ; il resto è attività stradale, che, per carità, serve, ma in questo momento abbiamo delle priorità. Soprattutto, manca quel coordinamento che deve stare alla base del tema della sicurezza».
Dove sono finiti i servizi interforze con cui si irrompeva alla stazione ferroviaria e si interveniva su chi staziona di notte in quello che sembra essere diventato un dormitorio? Quei servizi di ordine pubblico che coinvolgevano anche l’ufficio Immigrazione. Non se ne ha notizia ed i comunicati stampa ne sono la prova.
Le condizioni fatiscenti della stazione e il mancato controllo preventivo consentono a molti immigrati di dormire alla stazione come se fosse casa loro.
E ancora: «Santa Maria in Valle, piazza Almerico, via Battaglione Val Leogra e le altre zone finite al centro delle segnalazioni non devono diventare luoghi nei quali i cittadini hanno paura di fermarsi o le attività economiche sono costrette a convivere con situazioni di degrado permanente. Gli spazi pubblici appartengono alla comunità e devono poter essere vissuti da tutti nel rispetto delle regole. Ora chiediamo all’Amministrazione di fare un passo oltre, trasformando gli interventi messi in campo negli ultimi mesi in una strategia stabile e verificabile per la sicurezza di Schio».
Cioni annuncia poi che mercoledì 30 settembre, alle ore 20, si terrà il secondo “Presidio Civico” al Centro Le Fontane e nella zona dello Skate Park, dopo quello organizzato a Santa Maria in Valle lo scorso luglio. Il format sarà il medesimo: «Nessun comizio politico – sottolinea Cioni –, ma un’occasione per riappropriarci degli spazi del cuore della città, dando nel contempo un segnale forte ai balordi: noi cittadini e residenti del centro non ci stiamo a vedere la nostra città e il suo cuore scivolare nel degrado e nell’incuria per colpa di delinquenti, maleducati e incivili».
Alex Cioni non attacca il sindaco Cristina Marigo frontalmente; anzi, quando può, ci tiene a giustificare il mancato decisionismo sulla sicurezza con un’indole caratteriale che, a suo dire, non le consentirebbe di andare in strada e rassicurare i cittadini. «Bene i provvedimenti adottati sugli immobili sfitti e l’azione preannunciata ieri, ma le rimprovero di non aver preso atto prima di questi gravi problemi che generano insicurezza nella gente, che va tranquillizzata con un pugno più fermo e più convinto. Schio negli ultimi due anni è peggiorata e dobbiamo prenderne atto. Occorre affrontare il problema senza chiacchiere, ma con azioni che devono partire dal coordinamento delle Forze dell’Ordine, che devono essere più presenti.
La sicurezza è un tema sul quale i cittadini non transigono. Se le cose sono degenerate così, ci si fermi, si convochi un Comitato per la sicurezza pubblica e si adottino provvedimenti. Non sono io il sindaco, non ho questi poteri, ma non è nemmeno possibile che la gente segnali a me le criticità. Questa è sfiducia nell’Amministrazione».
Di redazione AltovicentinOnline
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