Crioconservazione ovocitaria a Thiene, Vicenza

Grazie ai progressi della tecnologia in campo di criobiologia, oggi è possibile preservare la fertilità delle donne mediante il “congelamento” ovocitario. Le informazioni in merito a questa pratica sono molto confuse e frammentarie. Abbiamo quindi rivolto alcune domande alla Dott.ssa Gentile Cinzia, Medico Chirurgo Specialista in Ginecologia ed Ostetricia.

Dottoressa, cosa si intente per Social Freezing?

Con Social Freezing si intende la crioconservazione degli ovociti a scopo precauzionale. I ritmi della società moderna, l’impegno sempre maggiore delle donne nelle attività lavorative e fattori legati alla propria situazione socio-economica e affettiva fanno sì che il progetto di maternità venga posticipato rispetto un tempo. Basti pensare che in Italia, il 34% circa delle donne hanno avuto il primo figlio dopo i 35 anni.
La criopreservazione ovociatria può essere suggerita a quelle donne che desiderano una gravidanza ma che sono obbligate a posticipare questo progetto per motivi affettivi, professionali o anche medici. In futuro la paziente, qualora non riuscisse a concepire spontaneamente, potrà disporre degli ovociti precedentemente congelati per sottoporsi ad un trattamento di fecondazione assistita.

Quali sono le principali indicazioni alla crioconservazione ovocitaria?

Le indicazioni alla crioconservazione ovocitaria per la preservazione della fertilità femminile possono essere principalmente di due tipi: di natura medica, quando la paziente presenta una condizione patologica che possa ridurre severamente la sua riserva ovarica; oppure di natura prettamente personale (appunto “social freezing), che interessano donne che per vari motivi decidono di posticipare il progetto di maternità.
Le condizioni mediche capaci di incidere sulla fertilità sono molteplici, basti pensare alle patologie oncologiche,ai trattamenti radio e chemioterapici effettuati anche in età infantile o adolescenziale, alle patologie ginecologiche come l’ endometriosi severa o al rischio di menopausa precoce legato a condizioni genetiche o familiari.

Esiste un limite di età alla conservazione degli ovociti?

L’età della donna incide pesantemente sulla possibilità di ottenere una gravidanza, sia nel concepimento naturale e sia nei trattamenti di procreazione medicalmente assistita. Infatti all’aumentare dell’età femminile abbiamo un problema di quantità e di qualità. Mano a mano che l’età avanza il numero degli ovociti contenuti nell’ovaio si riduce ed aumenta parallelamente la percentuale di ovociti alterati dal punto di vista cromosomico e pertanto non in grado di portare ad una gravidanza evolutiva.
Per tale motivo prima la paziente si sottopone al trattamento di criopreservazione maggiori sono le percentuali di successo, in quanto è più facile ottenere un adeguato numero di ovociti e maggiore è la loro qualità.
Crioconservare ovociti dopo i 38 anni, offre possibilità di gravidanza significativamente più basse. Si stima che per ottenere un tasso di gravidanza del 40% debbano essere congelati almeno 8 ovociti in pazienti con età inferiore ai 38 anni.

Come avviene il prelievo degli ovociti?

Il prelievo ovocitario prevede una terapia di stimolazione ormonale ovarica eseguita con la somministrazione, per una decina di giorni, dell’ormone follicolo stimolante (FSH), e portare a maturazione più follicoli.

Quali sono i principali rischi legati alla conservazione degli ovociti?

più importanti rischi medici associati alla crioconservazione ovocitaria sono quelli che possono derivare dalla stimolazione ormonale ovarica, come la sindrome da iperstimolazione ovarica. La sindrome da iperstimolazione ovarica da lieve a moderata comporta affaticamento, nausea, cefalea, dolori addominali, tensione mammaria e irritabilità, ma questi effetti avversi di solito possono essere ben controllati.

Presso il Dipartimento FUTURI di Poliambulatorio San Gaetano di Thiene (Vicenza, Veneto) è a disposizione l’ambulatorio di GINECOLOGIA e OSTETRICIA.
Il nostro servizio è all’avanguardia grazie ai curricula degli specialisti che lo compongono e all’elevato livello tecnologico degli elettromedicali di ultima generazione che vi sono a disposizione.
È possibile fissare ogni giorno un consulto con un medico ginecologo.

 

 

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