La città di Thiene è rinomata per il suo maestoso Castello e per l’elegante Piazza Chilesotti. Tuttavia, per i viaggiatori più curiosi e amanti del turismo slow, esiste un gioiello intimo e inaspettato che spesso sfugge agli itinerari più battuti. Stiamo parlando del Museo d’Arte Sacra di Thiene, un vero e proprio scrigno di devozione, storia e artigianato, celato in una location d’eccezione.
Ciò che rende il Museo d’ Arte Sacra di Thiene una vera “chicca” imperdibile è, prima di tutto, la sua collocazione insolita. Dimenticate le tradizionali e fredde sale espositive dei grandi complessi museali: questo spazio espositivo si trova infatti nel sottotetto della Canonica del Duomo di San Gaetano.
Inaugurato il 15 marzo 1999 per volere dell’allora arciprete Monsignor Angelo Rigoni, lo spazio è stato ricavato restaurando un antico ambiente. Alzando gli occhi durante la visita, si viene immediatamente rapiti dal suggestivo intreccio di vecchie e robuste travi a vista in legno di noce e castagno. Questa architettura rurale, calda e accogliente, crea un contrasto visivo affascinante con lo scintillio degli ori, degli argenti e delle sete esposte. L’atmosfera che si respira è quella di una dimensione sospesa nel tempo, avvolta in un rispettoso silenzio, dove la spiritualità incontra la bellezza dell’arte.

Le opere più curiose: cosa vedere al Museo di Arte Sacra di Thiene
Il percorso espositivo è intimo ma ricchissimo, suddiviso in una sala principale e due salette tematiche, dove le opere sono esposte per tipologie e riti religiosi. Ma quali sono le particolarità che attirano maggiormente l’attenzione dei visitatori?
Il capolavoro veneziano in seta e oro
Al centro della sala principale, custodito all’interno di un’ampia vetrina che gli fa da cornice d’onore, spicca un maestoso e preziosissimo baldacchino in seta. Tessuto a Venezia nel 1771 e ricamato minuziosamente con fili d’oro, questo manufatto rappresenta l’apice dell’artigianato tessile della Serenissima e testimonia il gusto estetico raffinato dei mecenati thienesi dell’epoca.
Oriente e argenti: un incontro inaspettato
Una delle salette gioca con i magnifici riflessi di calici, pissidi, turiboli, croci astili e ostensori, capolavori eseguiti da esperti orafi, soprattutto di area veneziana e veneta del 1700. A sorprendere molti turisti, però, è la presenza nella prima saletta di una rara e interessante serie di icone russe e orientali. Questa deviazione inaspettata rispetto all’arte sacra locale testimonia antichi scambi culturali e la ricchezza delle collezioni private confluite nel patrimonio parrocchiale.
La Madonna delle Rose: devozione e storia
Tra le opere esposte, spicca un’icona di profondo valore emotivo per i cittadini thienesi: la Madonna delle Rose. Questa figura mariana è storicamente e intimamente legata alla protezione della cittadinanza durante i drammatici giorni della Grande Guerra, rappresentando un simbolo tangibile della fede e della resilienza della comunità locale.

Madonna Museo d’arte Sacra Thiene
L’arte paziente dei ricami monastici
Non passano inosservati i candidi corredi liturgici in lino e cotone. Osservandoli da vicino, si può ammirare il lavoro certosino dei ricami eseguiti dalle sapienti mani delle monache nel chiuso e nel silenzio dei loro conventi. Si tratta di vere e proprie opere d’arte realizzate con ago e filo, che raccontano storie di dedizione e pazienza infinita.

Non solo spiritualità: uno spaccato di storia sociale veneta
Inserire il Museo d’ Arte Sacra nel proprio itinerario nella Pedemontana Veneta non significa compiere esclusivamente un’esperienza spirituale. Gli oggetti esposti, a lungo rinchiusi e custoditi gelosamente nei meandri della Sagrestia e nei depositi della Canonica, raccontano in modo vivido la storia sociale, artigianale e artistica della gente di Thiene nel corso degli ultimi tre secoli.
Questi manufatti svelano oggi al pubblico l’evoluzione del gusto estetico, l’importanza delle antiche botteghe (da quelle orafe a quelle tessili) e i profondi legami tra il clero locale, le associazioni di categoria e le famiglie nobiliari che un tempo commissionavano queste opere d’arte per arricchire il patrimonio della comunità.
Testo di Pedemontana Vi
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