Ancora due vittime nel lavoro in 24 ore nei cantieri e nei campi del Veneto. A perdere la vita sono stati un giovane operaio rumeno, caduto dal tetto di un’impresa a Barbarano Mossano (Vicenza), poi un 59enne rimasto incastrato all’interno di un mezzo per la raccolta delle barbabietole a Tribano (Padova). “È uno stillicidio che non conosce sosta né rallentamento e sempre più spesso presenta caratteri comuni tra i casi fatali. Ovvero cadute da grandi altezze, oppure investimenti o ribaltamenti di macchine”, fa notare il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Consiglio regionale del Veneto, Flavio Baldan che interrogherà gli assessori alla Sanità, Gino Gerosa, e al Lavoro, Lucas Pavanetto, per sapere se la Giunta intende stanziare nuovi fondi “per l’arruolamento urgente di tecnici specializzati nella prevenzione degli infortuni”.
Il Veneto, ricorda il pentastellato, è la seconda regione per morti nei luoghi del lavoro e in itinere, con un incremento del 16% rispetto al 2025. Le segnalazioni ricevute ogni giorno di operai che non indossano dispositivi di protezione individuale, spesso nemmeno richiesti da loro, inoltrate agli Spisal, gli organismi di vigilanza in capo alle ULSS venete, non sortiscono effetto, spiega ancora Baldan, perchè le strutture “sono drammaticamente a corto di ispettori, oltre che di risorse economiche”. Dal 2018, quando è stato siglato il Patto per la sicurezza, “attendiamo l’assunzione di 60 unità operative, da dislocare nei territori secondo la pianta organica. Urge invertire la rotta rispetto agli emendamenti bocciati in questi anni, e garantire agli Spisal il massimo dell’operatività per effettuare controlli random a campione”, conclude Baldan.
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