Sul Pasubio oggi, venerdì 18 settembre, il silenzio ha avuto un significato particolare. Prima ancora delle parole, delle voci dei ragazzi e dei passi lungo la Strada delle Gallerie, c’è stato il raccoglimento per don Francesco e Alberto, tragicamente scomparsi il 25 giugno scorso nell’incidente avvenuto nella galleria della Pedemontana a Malo. Un momento intenso, vissuto dagli Alpini e dagli studenti dell’Itis De Pretto di Schio, quasi a voler affidare alla montagna anche il ricordo di due persone che non ci sono più. Poi sono ripartiti. A guidare il cammino, ancora una volta, sono state le ‘Sentinelle del Pasubio’, il Gruppo Alpini di Schio, che oggi ha accompagnato sul Pasubio 182 studenti delle classi quinte e 21 docenti.
Un ponte tra generazioni
Non una semplice escursione, ma una giornata dal forte valore umano e simbolico. Perché il Pasubio è uno di quei luoghi in cui la storia del nostro Paese è ancora presente, incisa nella roccia, nelle gallerie, nei sentieri e nei sacrari. Da oltre vent’anni esiste un legame speciale tra l’Itis di Schio e il Pasubio. Un rapporto che gli Alpini continuano a coltivare con convinzione, soprattutto perché il loro desiderio è quello di consegnare ai giovani una memoria che non deve andare perduta. Accompagnare quei ragazzi significa quindi molto più che condurli lungo un sentiero. Significa parlare di rispetto per la montagna e per l’ambiente, di solidarietà, di servizio, di responsabilità sociale e di quei valori che gli Alpini considerano parte della propria identità.
La storia cammina insieme ai ragazzi
Il percorso ha toccato Cima Palon, i Denti e la Chiesetta di Santa Maria, per poi proseguire verso il rientro attraverso la strada degli Scarubbi. Sono luoghi che raccontano la Grande Guerra e il sacrificio di migliaia di uomini. Ma oggi, attraverso gli occhi dei ragazzi, diventano anche luoghi in cui costruire una consapevolezza nuova. Il Pasubio diventa così una grande aula all’aperto: la storia non è soltanto qualcosa da studiare, ma qualcosa da attraversare.
Il ricordo e gli onori ai Caduti
Dopo il percorso, il rancio alpino ha riunito studenti, docenti e accompagnatori. La giornata si è quindi conclusa nel segno della memoria, con un momento di raccoglimento per don Francesco e Alberto e gli onori ai Caduti, prima dell’ammaina bandiera. Il gagliardetto del Gruppo Alpini ha presidiato l’evento, mentre le voci del Coro del GES hanno accompagnato i momenti più significativi. Presenti anche suor Giovanna e suor Teresa delle Passioniste della Montanina e don Giovanni dei Salesiani di Schio. Un ringraziamento è stato rivolto inoltre ai Gruppi Alpini di Enna-Santacaterina, San Rocco e Fara Vicentino, presenti a sostegno dell’iniziativa.
Una memoria da consegnare ai giovani
Il senso di questa giornata è forse racchiuso proprio nei passi dei 182 ragazzi che hanno attraversato il Pasubio. Gli Alpini custodiscono una memoria. I giovani ne rappresentano il futuro: e allora quel cammino diventa un vero e proprio passaggio di testimone: dagli uomini e dalle donne che hanno vissuto la storia a chi oggi ha il compito di conoscerla e tramandarla. Anche il ricordo di don Francesco e Alberto entra così in questo percorso. Non come una pagina da chiudere, ma come una memoria da custodire.
di Redazione AltovicentinOnline
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