Un banco, una maestra, i compagni di classe. Per i bambini di Schio è la normalità di ogni mattina. Per milioni di loro coetanei che vivono nei Paesi in guerra è un lusso che non esiste. Proprio da qui è partita l’edizione 2026 della Giornata della Meraviglia per i Bimbi della Guerra, celebrata domenica 11 ottobre, a cui il Comune di Schio ha aderito anche quest’anno. Il tema scelto è “No-scuola”, una delle dodici fatiche dei bambini della guerra raccolte nel Manifesto della Giornata: il diritto all’istruzione, che i conflitti negano a milioni di bambini. Andare a scuola, infatti, non è soltanto imparare a leggere e a far di conto, ma anche stringere amicizie, costruire la propria identità e immaginare un futuro di pace.
Come nella scorsa edizione, il Comune ha coinvolto le scuole del territorio e gli utenti della Biblioteca civica Renato Bortoli nel “Disegno della Meraviglia”, dedicato proprio al tema della No-scuola. Con foglie e matite colorate i bambini hanno provato a raccontare come vive un loro coetaneo rimasto senza scuola.

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In prima fila le classi quinte A e B della primaria Don Milani, dell’Istituto comprensivo Battistella. Gli alunni sono arrivati all’appuntamento dopo un percorso di lettura e approfondimento sull’albo illustrato “La notte di Q”, che ha offerto lo spunto per ragionare in classe sulle dodici fatiche del Manifesto. Con loro hanno partecipato tutte le classi della scuola dell’infanzia Maddalena di Canossa: anche i più piccoli, a modo loro, hanno affrontato i temi della pace e dei diritti dell’infanzia.
“I bambini hanno una capacità unica di arrivare dritti al punto”, commenta l’assessore alla Gentilezza, Milva Scortegagna -Chiedere loro di immaginare una vita senza scuola li ha portati a scoprire quanto valga quello che hanno ogni giorno, e a sentirsi più vicini a chi questo diritto non ce l’ha. Ringrazio gli insegnanti della Don Milani e della Maddalena di Canossa e la Biblioteca civica, che hanno accompagnato i ragazzi in questo percorso. Educare alla pace parte anche da qui, da un disegno e da una storia letta insieme in classe”.
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