Seimila lettere, una rete di relazioni che attraversa la letteratura, la scienza e i palazzi del potere. E un protagonista, Guardino Colleoni (1843-1918), che non fu soltanto un amministratore pubblico, ma anche un viaggiatore e un appassionato di montagna. Il suo archivio, conservato al Castello di Thiene, si prepara a raccontare una parte ancora poco conosciuta della storia vicentina e italiana tra Ottocento e Novecento.

Tra le carte spuntano nomi di primo piano: lo scrittore Antonio Fogazzaro, il poeta Giacomo Zanella, lo studioso Paolo Lioy, lo statista Giovanni Giolitti e l’inventore Guglielmo Marconi. Un elenco che restituisce la dimensione dei rapporti coltivati da Colleoni, sindaco di Vicenza, presidente della Provincia, deputato e senatore del Regno. Il valore del carteggio sta soprattutto in ciò che le lettere possono rivelare: relazioni personali, scambi intellettuali e retroscena di un’epoca in cui la corrispondenza era uno strumento essenziale della vita pubblica. Documenti in gran parte inediti, che attendono ora di essere studiati e messi in relazione con la storia del territorio.

A riordinare il materiale è l’archivista Sofia Stefani, nell’ambito di un progetto promosso dall’associazione Castello di Thiene e finanziato dal ministero della cultura, attraverso la direzione generale archivi. Dall’inizio di novembre l’inventario della corrispondenza sarà consultabile online nel portale degli archivi della biblioteca civica Bertoliana di Vicenza. Ma l’archivio non racconta soltanto la carriera politica di Colleoni. Tra i documenti figurano diari, memorie, discorsi e scritti legati alla sua attività nel Club Alpino Italiano, di cui fu tra i soci fondatori della sezione vicentina. Non mancano le tracce dei suoi viaggi in America, India e Oriente e dell’impegno nella Croce Rossa. Conservare queste carte significa, dunque, preservare una memoria privata che si intreccia con quella collettiva. “Con la casa abbiamo ricevuto anche le carte, e conservarle è una responsabilità”, spiega Francesca di Thiene, comproprietaria del castello, sottolineando la volontà di rendere il patrimonio accessibile agli studiosi.

Per chi vuole avvicinarsi a questo mondo, domenica 22 novembre alle 14.30 è prevista una visita guidata all’archivio con Sofia Stefani. Un’occasione per scoprire come, tra vecchie buste e grafie d’altri tempi, la grande storia possa riemergere anche da una lettera rimasta per decenni in un cassetto. Per informazioni info@castellodithiene.com o visitarne il sito.

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