Dal 7 novembre il Circolo Fotografico Scledense riunisce per la prima volta in un’unica esposizione immagini d’archivio e opere dei fotografi che hanno raccontato la città, dagli scatti dell’Archivio Marzari di inizio Novecento fino alle più recenti riprese con il drone. Le scalinate acciottolate e i campanili del primo Novecento, le fabbriche dell’epoca industriale, i manufatti scledensi realizzati da Antonio Caregaro Negrin, i cambiamenti degli anni ’50 e ’60, fino alla Schio di oggi e alle sue piazze viste dall’alto.  Oltre 120 anni di storia di Schio raccontati, per la prima volta, attraverso un unico percorso fotografico. È “La Città di Schio in 120 anni di fotografia”, la mostra che il Circolo Fotografico Scledense inaugura sabato 7 novembre alle 17.30 allo Spazio Shed di via Pasubio, realizzata nell’ambito di Schio Cultura 2026.

L’esposizione resterà aperta fino al 28 novembre, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30, con ingresso libero.Fin dalla sua fondazione, nel 1973, il Circolo Fotografico Scledense ha fatto della ricerca e della documentazione del territorio uno dei tratti distintivi della propria attività. Negli anni Settanta e Ottanta fotografi come Carlo Dalla Costa e Lina Cervo hanno documentato il centro storico; tra gli associati del Circolo, per alcuni anni, anche Dino Sassi, il fotografo più conosciuto in Città, autore nel 2002 del volume “Schio”. Accanto ai singoli autori, le grandi indagini collettive: nel 1997 il censimento capillare sui manufatti di archeologia industriale di tutto l’Alto Vicentino, nel 2004-2005 la ricognizione sull’ambiente, le architetture e le contrade, nel 2022 l’inventario delle opere e dei giardini dell’architetto Caregaro Negrin in tutta la provincia di Vicenza.

Nel 2004 la rassegna “Schio-Fotomemoria” aveva reso omaggio a due fotografi nati in città, Federico Vender e Aldo Grotto mentre da alcuni anni il Circolo custodisce inoltre il prezioso Archivio Marzari, che raccoglie, tra gli altri materiali, centinaia di fotografie di Schio realizzate tra l’inizio del Novecento e gli anni Cinquanta. Finora il pubblico aveva avuto modo di conoscere questi lavori singolarmente, attraverso mostre e iniziative dedicate. L’esposizione nasce proprio dalla volontà di riunirli in un unico percorso, arricchito da ulteriori materiali d’archivio e monografie recenti, per offrire una panoramica complessiva delle trasformazioni che hanno segnato la storia e l’identità di Schio.

 La mostra si divide in due parti. La sezione storica, composta da immagini provenienti dagli archivi del Comune di Schio, del Circolo e di Giancarlo Torresani, è articolata in dieci tappe che seguono il filo del tempo: dall’Archivio Marzari (inizio secolo scorso) ad Aldo Grotto (anni Trenta-Settanta), da Alfonso Amendola (anni Cinquanta e Sessanta) a Carlo Dalla Costa, Lina Cervo e Giuseppe Stella (anni Settanta/Novanta), fino a Dino Sassi e alle indagini collettive del Circolo, l’ultima delle quali datata 2022.

La sezione tematica si concentra invece sulla Schio di oggi, con tredici monografie recenti firmate dai soci. Sei sono collettive, e raccontano la fotografia di tipo estetico in Città, le aree verdi, i panorami esterni ripresi da Schio, i luoghi della cultura, i murales e Piazza Falcone e Borsellino.

Le altre sette sono individuali: “Santa Bakhita libera gli oppressi” di Giuliana Conchi, “La Porta della Luce” di Paolo Tomiello, i “Contrappunti architettonici” di Renzo Priante, “Le piazze viste dall’alto” di Andrea Garbin fotografate con il drone, “Il Lanificio Rossi” e “L’Omo” di Giuseppe Santamaria, le “Opere di Misericordia” di Arduino Garbin aventi come tema le vetrate della Chiesa della Santissima Trinità.

 Dichiara l’assessore alla Cultura, Marco Gianesini: “Questa esposizione offre una preziosa opportunità di riflessione per tutta la nostra comunità” – dichiara l’assessore alla Cultura, Marco Gianesini –. “Attraverso la selezione fotografica emerge chiaramente il percorso di trasformazione urbana e sociale di Schio dell’ultimo secolo. Le immagini mostrano in modo chiaro i profondi cambiamenti urbanistici della città, permettendoci di analizzare da dove veniamo e come gli spazi pubblici si siano trasformati nel corso dei decenni. Il Circolo Fotografico Scledense svolge da decenni un’importante opera di documentazione e conservazione della memoria locale; il sostegno del Comune tramite il Bando Cultura punta proprio a valorizzare il lavoro delle nostre associazioni culturali, con eventi di interesse per tutta la cittadinanza”.

 La mostra sarà accompagnata da tre incontri con proiezioni di audiovisivi dedicati alla Città di Schio, riguardanti il paesaggio industriale, eventi cittadini, artisti scledensi, il Carnevale e le contrade, sempre allo Spazio Shed alle ore 20.30, nei venerdì 13, 20 e 27 novembre.

 Ingresso: libero Info: www.circolofotografico.it

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