Era il 22 marzo del 2021 quando a Mogliano Veneto, in località Marocco, mentre faceva jogging Marta Novello fu vittima di “un’aggressione di una violenza inaudita”. È sopravvissuta ma dovendo affrontare un percorso difficile, fisico e psicologico, per ricostruire la propria vita. Ebbene, ora ha scoperto che la persona che le ha inferto 23 coltellate è libera ed è tornata a vivere a poca distanza da lei. Un fatto che ha spinto il presidente del Veneto, Alberto Stefani, a prendere parola per dire che “nel rispetto delle decisioni dell’autorità giudiziaria”, bisogna esprimere “vicinanza e solidarietà a Marta e alla sua famiglia”, con cui è in contatto da ieri.
“L’obiettivo di tutti ora deve essere garantire la sicurezza e la serenità di una giovane donna che ha già pagato un prezzo inaccettabile”, ammonisce Stefani. Il caso preoccupa anche il Pd. “Marta ha affrontato cure, sofferenze e un lungo percorso per riprendere in mano la propria vita. Sapere che l’uomo che l’ha aggredita è tornato a vivere nel suo stesso territorio è destinato a riaprire una ferita e tante paure dalla quale ha faticosamente cercato di uscire. A lei e alla sua famiglia dobbiamo una risposta concreta, prima ancora delle dichiarazioni di solidarietà”, dicono i consiglieri regionali del Pd, Gianpaolo Trevisi (presidente della commissione Legalità), Giovanni Manildo (capogruppo) e Paolo Galeano.
“Chi subisce una violenza così grave continua a subirne il peso anche dopo le cure e il processo. Uscire di casa, andare al lavoro, percorrere una strada possono richiedere uno sforzo enorme. Marta ha già dovuto cambiare la propria vita per quello che le è stato fatto. L’idea che oggi possa sentirsi costretta a cambiarla ancora, a rinunciare a un luogo o a un’abitudine, deve interrogarci tutti”, aggiungono i dem.
Brescacin, in una nota, esprime “il mio più profondo e sincero timore, unito a un senso di assoluta incredulità, di fronte alla notizia del rientro in totale stato di libertà di Jamal Tonelli a Mogliano Veneto, a pochissima distanza dal luogo in cui tentò di uccidere Marta Novello con ventitré coltellate. Provo una grandissima apprensione per una situazione che lascia sbigottiti. È semplicemente incredibile, e totalmente inaccettabile, che un ragazzo che ha tentato di togliere la vita a una donna possa tornare liberamente sul luogo del delitto, esponendo la vittima al rischio reale di un nuovo incontro o di ulteriori traumi”. Ora, raccomanda la consigliera regionale, “dovrà essere garantita ogni misura necessaria per la protezione a Marta Novello e alla sua famiglia. Non possiamo permettere che chi ha subito una violenza così devastante debba vivere nel terrore, mentre chi ha aggredito è libero di muoversi sul territorio”.
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Per Trevisi, Manildo e Galeano chiedere quali protezioni “siano state valutate per Marta è domanda legittima e necessaria. Chi ha subito un’aggressione deve poter sentire che le istituzioni sono vicine per garantire un ritorno ad una vita senza paure e in piena libertà. Un diritto inderogabile”. Amara l’analisi di Sonia Brescacin, consigliera regionale di maggioranza (gruppo misto): “È del tutto inutile fare proclami, promuovere giornate di sensibilizzazione o parlare continuamente di lotta alla violenza sulle donne e di prevenzione dei femminicidi, se poi nella realtà leggiamo notizie sconcertanti come questa, che permettono il verificarsi di potenziali e gravissime situazioni di pericolo per le vittime stesse”.


