La tragica storia di Dea, la madre: “I social fanno pensare al suicidio come la soluzione”
“Dea parlava molto, ma qualcosa non ha detto, non a me. Ora siamo in attesa di un software per aprire l’ipad su cui disegnava e che ho riposto spento nel suo armadio. Le indagini sono state archiviate, non sono stati trovati segnali di possibili reati nel suo telefono”. Non cyberbullismo, non revenge porn, nessuno dei suoi amici... continua a leggere...









