“Multare chi passa con il rosso non significa risolvere il traffico”. Parola di ex comandante della Polizia Locale ma, soprattutto, di candidato sindaco. Giovanni Scarpellini interviene sul semaforo-spia del Santo, a Thiene, e ne contesta l’efficacia. In caso di elezione la prossima primavera, promette: “ripartirò dalla proposta di rotatoria”, a fagiolo, per smaltire il traffico in sicurezza e ridurre le code.

Al Santo la tecnologia rischia di fare il suo dovere, mentre il traffico continuerà a fare quello che vuole. Il nuovo semaforo-spia promette di stanare gli automobilisti che passano con il rosso, ma per chi ogni giorno resta imbottigliato sulla provinciale il rischio è che cambi poco o nulla. Le multe potranno essere automatiche, le code invece continueranno a essere tremendamente reali. A sollevare la questione è Giovanni Scarpellini, candidato sindaco di Thiene, dopo la notizia pubblicata dal nostro giornale lo scorso 8 ottobre sul nuovo impianto semaforico all’incrocio tra via Santo, via Braglio e via dell’Aeroporto. La sua posizione è netta: “il nuovo impianto rileverà chi passa con il rosso, ma non eliminerà le code al Santo”. Una critica che sposta il dibattito dalle telecamere alla viabilità: sanzionare le infrazioni è una cosa, risolvere la congestione è un’altra.

 

Trentamila veicoli al giorno: il conto lo pagano anche i residenti
Secondo rilevazioni effettuate anni fa e riportate dal candidato, sull’arteria transiterebbero oltre 30mila veicoli al giorno. Nelle ore di punta le colonne lungo la provinciale possono arrivare, secondo le segnalazioni degli automobilisti, fino a Villaverla. Non si tratta soltanto di perdere minuti al volante. “Auto ferme con il motore acceso, continue ripartenze, rumore ed emissioni non sono dettagli secondari”, osserva Scarpellini. Il punto, per lui, è semplice: un dispositivo che individua chi brucia il rosso non è, di per sé, una soluzione alle code.

La rotatoria torna in campo
Scarpellini rilancia quindi la proposta di una rotatoria allungata, studiata per raccordare strade che non sono perfettamente allineate. Una soluzione già esaminata in passato, racconta, con una verifica tecnica delle traiettorie dei veicoli che avrebbe dato esito positivo. “Riprenderò da questo lavoro e dal confronto con Vi.Abilità”, annuncia. Il progetto, precisa, dovrà essere aggiornato e verificato sulla base dei flussi nelle ore di punta, della velocità di attraversamento dell’abitato, degli accessi dalle strade laterali e della sicurezza di pedoni e ciclisti. Secondo Scarpellini, la rotatoria potrebbe contribuire a ridurre le code e rendere l’incrocio più sicuro durante l’intera giornata.  “Ritengo necessario intervenire sull’incrocio: perché chi arriva dalle laterali possa immettersi in sicurezza, chi percorre la provinciale non resti in coda per lunghi tratti, e chi vive al Santo non debba respirare ogni giorno i gas di scarico delle auto ferme”.

L’incidente e i rischi di notte
Scarpellini richiama anche il grave incidente del 25 aprile scorso, nel quale si registrarono due prognosi riservate e intervenne l’elisoccorso. Ma non solo.  Sottolinea inoltre che, tra le 23 e le 7, il semaforo non regola l’incrocio, lasciando chi proviene dalle strade laterali alle prese con l’immissione sulla provinciale. “Una soluzione per il Santo deve funzionare anche di notte”, afferma.
La rotatoria resta una proposta da aggiornare e verificare con gli enti competenti: non è un progetto già approvato né una garanzia automatica di eliminazione delle code. Ma la contestazione politica è chiara: il semaforo-spia può punire chi sbaglia, senza necessariamente risolvere il problema di chi, al Santo, resta in coda.

di Redazione AltovicentinOnline

Thiene. ‘Al Santo’ arriva il semaforo-spia: per i furbetti del rosso è finita la festa

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