Il Veneto consolida il suo ruolo di leader nazionale nella produzione di asparagi, con una quota pari al 21,2% del totale italiano. I nuovi dati diffusi da Veneto Agricoltura mostrano che la regione, dopo tre anni, torna a superare la soglia delle 13mila tonnellate, registrando per il 2025 un incremento produttivo del 21,7% rispetto all’anno precedente.

Nonostante un leggero calo delle superfici coltivate, 1.806 ettari, il 4% in meno sul 2024,– il Veneto si conferma tra le aree più dinamiche del Paese, ospitando quasi un quinto delle superfici asparagicole nazionali (19,6%).

Nel 2025 tutte le province hanno contribuito a rafforzare il risultato complessivo, tranne Treviso, unico territorio a registrare un calo produttivo del 7%.

Una filiera in salute nonostante la volatilità

Il quadro generale restituisce una filiera vivace, capace di assorbire la riduzione delle superfici e le oscillazioni produttive legate al clima. Il Veneto si conferma così il punto di riferimento dell’asparagicoltura italiana, sia per quantità sia per capacità di valorizzazione delle produzioni a marchio.

Il 2026 sarà un banco di prova importante per verificare la resilienza della filiera rispetto ai sempre più frequenti sbalzi climatici, ma le prime indicazioni fanno pensare a un settore solido, sostenuto da qualità, specializzazione e un forte radicamento territoriale.

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