Il disagio giovanile, sempre meno invisibile e sempre più difficile da ignorare, finisce al centro di ‘Veneto Giovane’, un progetto pensato per i giovani dai 14 ai 35 anni. Un’iniziativa che parte dalle Province di Vicenza e Padova, ma che racconta una fragilità diffusa, trasversale, che riguarda un’intera generazione.

Il progetto è realizzato nell’ambito del Programma UPI ProvinceXGiovani, finanziato dal Fondo per le Politiche giovanili del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La squadra operativa comprende UPI Veneto, CESCOT Veneto e Minotauro I.A.C.A. Società cooperativa – Cooperativa Sociale. L’obiettivo è prevenire il disagio e promuovere la crescita dei giovani. In un contesto economico dinamico che nasconde però nuove fragilità, l’intervento — della durata di 18 mesi — punta a costruire una rete di supporto solida per la salute mentale e l’inclusione sociale. L’idea di fondo è trasformare la scuola e il territorio in luoghi di dialogo dove ognuno possa trovare il proprio ruolo.

I ragazzi e le ragazze delle province di Vicenza e Padova verranno coinvolti direttamente attraverso tre azioni. Lo sportello di ascolto e supporto psicologico: attivazione di sportelli gestiti da psicologi quale supporto per gli studenti che manifestino difficoltà emotive, relazionali e scolastiche, con l’obiettivo generale di prevenire il disagio e promuovere il benessere. Il servizio si propone di ascoltare e rispecchiare le difficoltà connesse alla crescita e ai compiti evolutivi. In questo contesto, si mira a cogliere la difficoltà emotiva, relazionale o cognitiva, ad aiutare i ragazzi a individuare problemi e possibili soluzioni e a integrare le competenze psicologiche con gli obiettivi didattici e socio-educativi. Protagonismo e mentoring: percorsi di formazione per giovani “Peer Volunteer” che aiuteranno i propri coetanei (supporto peer-to-peer) e sistemi di mentoring per trasformare le criticità in opportunità di crescita. Laboratori pratici ed esperienziali: laboratori di gruppo con l’obiettivo di favorire la partecipazione a esperienze concrete di apprendimento e coinvolgimento attivo. Attraverso queste attività, i ragazzi hanno la possibilità non solo di ideare e realizzare interventi per la comunità, come riqualificazioni urbane o eventi culturali, ma anche di sviluppare abilità emotive e relazionali. In questo modo, si promuove l’attivazione delle risorse personali, si valorizzano le capacità individuali e si sostiene la costruzione di una progettualità futura più consapevole e significativa.

Il progetto non si esaurirà con i laboratori: è prevista l’istituzione di un Tavolo Permanente tra istituzioni e volontari per garantire che queste iniziative continuino nel tempo.

“Il nostro obiettivo -dichiara Maria Cristina Franco, consigliera della Provincia di Vicenza con delega all’Istruzione– è fornire ai ragazzi strumenti concreti per affrontare le sfide emotive e relazionali che la crescita comporta. La vera forza di Veneto Giovane sta nella capacità di rendere i ragazzi protagonisti attivi: attraverso il mentoring e i laboratori esperienziali, i giovani non sono solo destinatari di assistenza, ma diventano risorsa viva per la comunità, capaci di ideare interventi di riqualificazione e cultura. Il nostro impegno prioritario è far sì che questa sinergia con Padova e i partner tecnici non si esaurisca nei 18 mesi di attività, ma lasci in eredità un’alleanza educativa permanente, capace di rendere il protagonismo giovanile un elemento strutturale del nostro tessuto sociale.”

“La Provincia di Padova ha sempre considerato prioritarie le azioni mirate alla riduzione della dispersione scolastica e a sostegno del benessere dei giovani a partire dall’ambiente scolastico -commenta Stefano Agujari Stoppa, consigliere delegato della Provincia di Padova-. Il progetto “Veneto Giovane”, grazie all’importante contributo stanziato da UPI, ci permette di proseguire su questa strada, implementando attività mirate per accompagnare i giovani durante il loro percorso di crescita scolastica e poi lavorativa, con una particolare attenzione a chi affronta maggiori difficoltà. La collaborazione con gli altri partner di progetto, enti e associazioni estremamente qualificati nell’ambito di loro competenza, ci permetterà di sperimentare un modello che potrà essere condiviso con altre realtà scolastiche e territoriali.”

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